BES 2016: il Comune di Bologna diffonde gli ultimi due studi di approfondimento e il volume di sintesi sui 12 report relativi all'Emilia-Romagna

Pubblicati gli ultimi due studi su "Sicurezza" e "Paesaggio e patrimonio culturale" nei quali l'Emilia-Romagna viene messa a confronto temporale con l'Italia rispetto alle dimensioni del Bes (Benessere Equo e Sostenibile). La comparazione avviene sulla base dei principali indicatori utilizzati nella quarta edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2016)”. Il Bes viene redatto a cura dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l'evoluzione del nostro Paese negli anni recenti. A partire dall’edizione 2015 il rapporto Bes propone anche delle misure sintetiche dell’andamento complessivo dei diversi domini. Queste consentono l’aggregazione dei singoli indicatori che compongono un dominio in un unico valore. La sintesi è utile per rendere più agevoli il confronto e l’analisi dei fenomeni osservati, rimandando ai singoli indicatori per ulteriori approfondimenti. L’utilizzo e l’analisi congiunta di indicatori sintetici e set di indicatori sono un forte supporto al dibattito pubblico, e per questa ragione nella presente edizione vengono approfonditi anche gli indici compositi utilizzati nel rapporto Bes 2016 relativamente a sette domini sui dodici. Dopo la pubblicazione delle prime dieci analisi relative a salute, ambiente, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, istruzione e formazione, benessere economico, benessere soggettivo, relazioni sociali, qualità dei servizi, ricerca e innovazione e politica e istituzioni gli ulteriori due studi che vengono qui presentati, pur facendo riferimento a domini di outcome, non comprendono gli indicatori compositi per motivi riconducibili a fattori di ordine pratico, come la mancanza di una serie storica o un'insufficiente disaggregazione territoriale rispetto agli altri indicatori considerati.
Viene inoltre contestualmente pubblicata l’intera raccolta dei 12 studi sul Bes 2016, relativi ciascuno a una diversa dimensione, redatti e pubblicati a cura dell'Area Programmazione, Controlli e Statistica. Nella sua continuità il Bes aspira a diventare un punto di riferimento per i cittadini e le cittadine, per la società civile, i media e la politica, al fine di avere un quadro complessivo dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che caratterizzano il nostro Paese.

BES 2016: il Comune di Bologna diffonde ulteriori tre studi di approfondimento

Pubblicati ulteriori tre studi su qualità dei servizi, ricerca e innovazione e politica e istituzioni nei quali l'Emilia-Romagna viene messa a confronto temporale con l'Italia rispetto alle dimensioni del Bes (Benessere Equo e Sostenibile). La comparazione avviene sulla base dei principali indicatori utilizzati nella quarta edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2016)”. Il Bes viene redatto a cura dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l'evoluzione del nostro Paese negli anni recenti.
A partire dall’edizione 2015 il rapporto Bes propone anche delle misure sintetiche dell’andamento complessivo dei diversi domini. Queste consentono l’aggregazione dei singoli indicatori che compongono un dominio in un unico valore. La sintesi è utile per rendere più agevoli il confronto e l’analisi dei fenomeni osservati, rimandando ai singoli indicatori per ulteriori approfondimenti. L’utilizzo e l’analisi congiunta di indicatori sintetici e set di indicatori sono un forte supporto al dibattito pubblico, e per questa ragione nella presente edizione vengono approfonditi anche gli indici compositi utilizzati nel rapporto Bes 2016 relativamente a sette domini sui dodici.
Dopo la pubblicazione delle prime sette analisi relative a salute, ambiente, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, istruzione e formazione, benessere economico, benessere soggettivo e relazioni sociali, gli ulteriori tre studi che vengono qui presentati non comprendono gli indicatori compositi, i quali sono stati elaborati solo per i domini di outcome, quelli nei quali vengono riferiti a un risultato finale per il benessere per le persone.
A breve verranno resi disponibili i restanti due approfondimenti che riguarderanno le due ultime dimensioni del Bes, sicurezza e paesaggio e patrimonio culturale, prive di indicatore sintetico per motivi riconducibili a fattori di ordine pratico, come la mancanza di una serie storica o un'insufficiente disaggregazione territoriale rispetto agli altri indicatori considerati. Verrà inoltre pubblicata l’intera raccolta degli studi sul Bes 2016.

Inthera: Bologna amata e apprezzata dai suoi cittadini

Bologna amata e apprezzata dai suoi cittadini, che però desiderano sicurezza e prospettive.
I risultati della ricerca di Inthera sul capoluogo emiliano effettuata per Panorama d’Italia.
I cittadini di Bologna sono contenti e orgogliosi di vivere a Bologna (il 77%, contro un 69% di Torino e un 61% della media nazionale), vorrebbero che i loro figli rimanessero a vivere lì e sono molto soddisfatti della sanità e del verde pubblico. Note dolenti soltanto su un fronte, quello della sicurezza, con un 14% di “per niente soddisfatti” – contro una media italiana del 10% – e con il corollario classico della gestione dell’immigrazione: è alta la percentuale di chi ha subito nell’ultimo anno un atto criminale (16%) e di chi ha paura ad uscire da solo nelle ore notturne; i cittadini di Bologna sono molto critici sulla gestione dell’immigrazione in generale in Italia, con un 16% convinto che gli immigrati non siano affatto una risorsa e addirittura un 26% dei bolognesi che considera troppo numerosi i ristoranti etnici in città.
Sono queste alcune delle principali evidenze della ricerca “Bologna, una città allo specchio” realizzata da Pamela Saiu di Inthera per Panorama d’Italia presentata il 19 aprile a Palazzo d’Accursio, nella Cappella Farnese, dal sindaco Virginio Merola col Direttore di Panorama Giorgio Mulè.
I bolognesi – ha rilevato la ricerca – in genere non si differenziano in misura statisticamente rilevante dal resto degli italiani, anche se si definiscono poco sognatori e sono più con i piedi per terra della media. Di contro, amano divertirsi e apprezzano la buona tavola e il tempo trascorso nei locali pubblici, e non disdegnano affatto la vita di famiglia, in alternativa al carrierismo di chi sacrifica tutto al lavoro, pur considerando quest’ultimo un dovere e un elemento significativo.
Il percepito della loro città è segnato da un grandissimo affetto: ci “mettono il cuore”, la considerano vera, autentica, bella dentro e fuori… È conseguenziale che considerino un dovere (61%) impegnarsi per l’ambiente, riciclando ad esempio i rifiuti, anche se solo un 14% sarebbe disposto a pagare un prezzo più alto per prodotti eco-compatibili. Professano vivaci interessi culturali e artistici e manifestano una spiccata apertura mentale verso il nuovo, che siano culture diverse o sviluppi della tecnologia. Sono in media soddisfatti della loro famiglia e dei loro affetti in genere ma il reddito famigliare e i risparmi sono un cruccio ancor più della media nazionale, che è già di per sé piuttosto deprimente. È questo, forse, che determina il dato meno brillante in assoluto tra i tanti emersi dalla ricerca, cioè l’incertezza per il futuro: i bolognesi sono particolarmente pessimisti, il 46% pensa che l’Italia nel prossimo anno andrà peggio e che fare progetti per il futuro (per il 26%) è quasi impossibile.

BES 2016: il Comune di Bologna diffonde ulteriori quattro studi di approfondimento

Pubblicati ulteriori quattro studi nei quali l'Emilia-Romagna viene messa a confronto temporale con l'Italia rispetto alle dimensioni del Bes (Benessere Equo e Sostenibile). La comparazione avviene sulla base dei principali indicatori utilizzati nella quarta edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2016)”. 
Il Bes viene redatto a cura dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l'evoluzione del nostro Paese negli anni recenti. A partire dall’edizione 2015, il rapporto Bes propone anche delle misure sintetiche dell’andamento complessivo dei diversi domini. Queste consentono l’aggregazione dei singoli indicatori che compongono un dominio in un unico valore. La sintesi è utile per rendere più agevoli il confronto e l’analisi dei fenomeni osservati, rimandando ai singoli indicatori per ulteriori approfondimenti. L’utilizzo e l’analisi congiunta di indicatori sintetici e set di indicatori sono un forte supporto al dibattito pubblico, e per questa ragione nella presente edizione vengono approfonditi anche gli indici compositi utilizzati nel rapporto Bes 2016 relativamente a sette domini sui dodici. 
Dopo la pubblicazione dei primi tre relativi a salute, ambiente e lavoro e conciliazione dei tempi di vita , vengono qui presentati gli ulteriori quattro studi su istruzione e formazione benessere economicobenessere soggettivo e relazioni sociali, con riferimento all’Emilia-Romagna e all’Italia, comprensivi di indici compositi. A breve verranno resi disponibili i restanti cinque approfondimenti che riguarderanno le dimensioni prive di indicatore sintetico per motivi riconducibili in parte al fatto di non rappresentare domini di outcome, in parte a fattori di ordine pratico, come la mancanza di una serie storica per l’indicatore o un'insufficiente disaggregazione territoriale rispetto agli altri indicatori considerati.

Il benessere equo e sostenibile nel Documento di economia e finanza 2017

Il Governo italiano, primo in Europa e tra i Paesi del G7, partendo dal presupposto che in linea di principio il benessere trae vantaggio dall’aumento del prodotto interno lordo ma non coincide con esso, ha deciso di introdurre nel Documento programmatico 2017 in via provvisoria alcuni indicatori relativi alle dimensioni che concorrono al benessere di una società. La qualità e la sostenibilità dell’ambiente, le diseguaglianze economiche, la qualità del lavoro, la salute ed il livello di istruzione della popolazione sono alcune di queste dimensioni. Quindi, accanto agli obiettivi tradizionali – in primis PIL e occupazione che continuano a essere indicatori cruciali al fine di stimare e promuovere il benessere dei cittadini – il DEF illustra l’andamento del reddito medio disponibile, della diseguaglianza dei redditi, della mancata partecipazione al mercato del lavoro, delle emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti. Per le stesse variabili il DEF fissa anche gli obiettivi programmatici.