La qualità della vita a Bologna dal 1998 a oggi

A poche settimane dalla pubblicazione della classifica annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, l'Area Programmazione, Controlli e Statistica del Comune di Bologna ha provveduto ad aggiornare lo studio sulla performance ottenuta da Bologna, messa a confronto con le 21 maggiori province italiane, nel ventennio 1998-2017. A tale scopo è stata operata una sintesi riassumendo in un unico indicatore i risultati delle classifiche annuali, consentendo così un più corretto confronto tra ambiti territoriali più simili tra loro per dimensione demografica e non solo.
Sulla base dei piazzamenti riportati tra il 1998 e il 2017 Bologna risulta essere la prima grande provincia italiana nella classifica generale. Negli ultimi 20 anni ha infatti totalizzato 12 primi posti, scendendo due volte al secondo posto, cinque al terzo e una sola volta al quarto.
Lo studio evidenzia inoltre il piazzamento di Bologna in ciascuna delle sei aree tematiche. La nostra provincia è seconda in ben tre aree tematiche: “Ricchezza e consumi”, preceduta da Milano, in “Lavoro e innovazione”, seguendo Vicenza, in “Cultura e tempo libero”, collocandosi dopo Firenze; è terza nell’area tematica “Ambiente e servizi” dopo Varese e Bergamo e nona in “Demografia e società”, area nella quale si piazzano ai primi posti Treviso, Brescia e Roma a pari merito con Verona. In tema di “Giustizia e sicurezza” Bologna è all’ultimo posto, a brevissima distanza da Torino e non lontana da Milano e Roma, mentre sul podio delle prime tre province classificate troviamo Treviso, Vicenza e Lecce.
In questa edizione dello studio vengono presentate anche le classifiche relative ai quattro quinquenni (1998-2002, 2003-2007, 2008-2012, 2013-2017) che consentono di osservare come Bologna, pur ottenendo il primo posto nella classifica generale 1998-2017, abbia avuto periodi nei quali ha ceduto questo primato a Milano, pur rimanendo saldamente ancorata al podio delle prime tre classificate.
L’ormai consolidata indagine annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane utilizza numerosi indicatori, peraltro soggetti a variazione di anno in anno, che accomunano l’ambito di indagine del quotidiano economico a quello del progetto nazionale "BES - benessere equo e sostenibile"(www.misuredelbenessere.it/), primo tentativo italiano di sviluppare attraverso una prospettiva multidimensionale un sistema di misurazione del benessere.

Arrivano 12 indicatori di benessere nella finanza pubblica per andare ‘oltre il pil’. Italia prima in Ue e nel G7 ad introdurli

Dodici indicatori di benessere equo e sostenibile nel ciclo di finanza pubblica per andare ‘oltre il Pil’. I dodici indicatori, definiti con un decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 Novembre 2017, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, dal Presidente dell’Istat, Giorgio Alleva e da Federico Giammusso, delegato del ministro alla presidenza del Comitato sugli indicatori.
Il Documento di Economia e Finanza, quindi, oltre agli indicatori macroeconomici che testimoniano l’andamento della crescita economica e dei conti pubblici, come il Pil, l’inflazione, il disavanzo, il debito, conterrà altri indicatori, che misurano il benessere equo e sostenibile e soprattutto l’impatto delle politiche su tali indicatori. In sostanza, un faro sulla qualità delle politiche e sui loro effetti nella vita dei cittadini. Verrà quindi monitorata l’evoluzione, tra gli altri, del reddito medio disponibile pro capite, dell’indice di diseguaglianza del reddito disponibile, delle emissioni di Co2, dell’efficienza della giustizia civile, dell’indice di povertà assoluta e di quello di abusivismo edilizio.
Maggiori informazioni al link 
http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0325.html

BES 2016: il Comune di Bologna diffonde ulteriori tre studi di approfondimento

Pubblicati ulteriori tre studi su qualità dei servizi, ricerca e innovazione e politica e istituzioni nei quali l'Emilia-Romagna viene messa a confronto temporale con l'Italia rispetto alle dimensioni del Bes (Benessere Equo e Sostenibile). La comparazione avviene sulla base dei principali indicatori utilizzati nella quarta edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2016)”. Il Bes viene redatto a cura dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l'evoluzione del nostro Paese negli anni recenti.
A partire dall’edizione 2015 il rapporto Bes propone anche delle misure sintetiche dell’andamento complessivo dei diversi domini. Queste consentono l’aggregazione dei singoli indicatori che compongono un dominio in un unico valore. La sintesi è utile per rendere più agevoli il confronto e l’analisi dei fenomeni osservati, rimandando ai singoli indicatori per ulteriori approfondimenti. L’utilizzo e l’analisi congiunta di indicatori sintetici e set di indicatori sono un forte supporto al dibattito pubblico, e per questa ragione nella presente edizione vengono approfonditi anche gli indici compositi utilizzati nel rapporto Bes 2016 relativamente a sette domini sui dodici.
Dopo la pubblicazione delle prime sette analisi relative a salute, ambiente, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, istruzione e formazione, benessere economico, benessere soggettivo e relazioni sociali, gli ulteriori tre studi che vengono qui presentati non comprendono gli indicatori compositi, i quali sono stati elaborati solo per i domini di outcome, quelli nei quali vengono riferiti a un risultato finale per il benessere per le persone.
A breve verranno resi disponibili i restanti due approfondimenti che riguarderanno le due ultime dimensioni del Bes, sicurezza e paesaggio e patrimonio culturale, prive di indicatore sintetico per motivi riconducibili a fattori di ordine pratico, come la mancanza di una serie storica o un'insufficiente disaggregazione territoriale rispetto agli altri indicatori considerati. Verrà inoltre pubblicata l’intera raccolta degli studi sul Bes 2016.

BES 2016: il Comune di Bologna diffonde gli ultimi due studi di approfondimento e il volume di sintesi sui 12 report relativi all'Emilia-Romagna

Pubblicati gli ultimi due studi su "Sicurezza" e "Paesaggio e patrimonio culturale" nei quali l'Emilia-Romagna viene messa a confronto temporale con l'Italia rispetto alle dimensioni del Bes (Benessere Equo e Sostenibile). La comparazione avviene sulla base dei principali indicatori utilizzati nella quarta edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2016)”. Il Bes viene redatto a cura dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l'evoluzione del nostro Paese negli anni recenti. A partire dall’edizione 2015 il rapporto Bes propone anche delle misure sintetiche dell’andamento complessivo dei diversi domini. Queste consentono l’aggregazione dei singoli indicatori che compongono un dominio in un unico valore. La sintesi è utile per rendere più agevoli il confronto e l’analisi dei fenomeni osservati, rimandando ai singoli indicatori per ulteriori approfondimenti. L’utilizzo e l’analisi congiunta di indicatori sintetici e set di indicatori sono un forte supporto al dibattito pubblico, e per questa ragione nella presente edizione vengono approfonditi anche gli indici compositi utilizzati nel rapporto Bes 2016 relativamente a sette domini sui dodici. Dopo la pubblicazione delle prime dieci analisi relative a salute, ambiente, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, istruzione e formazione, benessere economico, benessere soggettivo, relazioni sociali, qualità dei servizi, ricerca e innovazione e politica e istituzioni gli ulteriori due studi che vengono qui presentati, pur facendo riferimento a domini di outcome, non comprendono gli indicatori compositi per motivi riconducibili a fattori di ordine pratico, come la mancanza di una serie storica o un'insufficiente disaggregazione territoriale rispetto agli altri indicatori considerati.
Viene inoltre contestualmente pubblicata l’intera raccolta dei 12 studi sul Bes 2016, relativi ciascuno a una diversa dimensione, redatti e pubblicati a cura dell'Area Programmazione, Controlli e Statistica. Nella sua continuità il Bes aspira a diventare un punto di riferimento per i cittadini e le cittadine, per la società civile, i media e la politica, al fine di avere un quadro complessivo dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che caratterizzano il nostro Paese.

BES 2016: il Comune di Bologna diffonde ulteriori quattro studi di approfondimento

Pubblicati ulteriori quattro studi nei quali l'Emilia-Romagna viene messa a confronto temporale con l'Italia rispetto alle dimensioni del Bes (Benessere Equo e Sostenibile). La comparazione avviene sulla base dei principali indicatori utilizzati nella quarta edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2016)”. 
Il Bes viene redatto a cura dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l'evoluzione del nostro Paese negli anni recenti. A partire dall’edizione 2015, il rapporto Bes propone anche delle misure sintetiche dell’andamento complessivo dei diversi domini. Queste consentono l’aggregazione dei singoli indicatori che compongono un dominio in un unico valore. La sintesi è utile per rendere più agevoli il confronto e l’analisi dei fenomeni osservati, rimandando ai singoli indicatori per ulteriori approfondimenti. L’utilizzo e l’analisi congiunta di indicatori sintetici e set di indicatori sono un forte supporto al dibattito pubblico, e per questa ragione nella presente edizione vengono approfonditi anche gli indici compositi utilizzati nel rapporto Bes 2016 relativamente a sette domini sui dodici. 
Dopo la pubblicazione dei primi tre relativi a salute, ambiente e lavoro e conciliazione dei tempi di vita , vengono qui presentati gli ulteriori quattro studi su istruzione e formazione benessere economicobenessere soggettivo e relazioni sociali, con riferimento all’Emilia-Romagna e all’Italia, comprensivi di indici compositi. A breve verranno resi disponibili i restanti cinque approfondimenti che riguarderanno le dimensioni prive di indicatore sintetico per motivi riconducibili in parte al fatto di non rappresentare domini di outcome, in parte a fattori di ordine pratico, come la mancanza di una serie storica per l’indicatore o un'insufficiente disaggregazione territoriale rispetto agli altri indicatori considerati.