Qualità della vita a Bologna e nell’area metropolitana

La qualità della vita nel Comune di Bologna e nell’area metropolitana è alta: più alta rispetto a quindici anni fa. Nove persone su dieci danno un voto dal 6 in su al territorio in cui vivono e a portare in alto la qualità della vita sono i servizi. Sul fronte delle preoccupazioni, la situazione non è cambiata rispetto al 2003: al primo posto c’era e c’è ancora il lavoro. Sono i due risultati principali di un’indagine demoscopica svolta dall’ufficio Studi della Città Metropolitana e da quello di statistica del Comune di Bologna sulla qualità della vita e del benessere equo e sostenibile. L’obiettivo è di avere indicatori anche di natura soggettiva da affiancare a quelli individuati dall’Istat e dal Cnel nell’ambito del progetto Bes (Benessere Equo e Sostenibile). 

Tutti i dettagli nello studio.

Il benessere equo e sostenibile in Emilia-Romagna

Pubblicato lo studio su Il benessere equo e sostenibile in Emilia-Romagna nel quale la nostra regione viene messa a confronto temporale con l'Italia rispetto alle dimensioni del Bes (Benessere Equo e Sostenibile). La comparazione avviene sulla base dei principali indicatori utilizzati nella quinta edizione del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2017) in parte aggiornato al primo semestre 2018.

Il Bes viene redatto a cura dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l'evoluzione del nostro Paese negli anni recenti. A partire dall’edizione 2015 il rapporto Bes propone anche delle misure sintetiche dell’andamento complessivo dei diversi domini. Queste consentono l’aggregazione dei singoli indicatori che compongono un dominio in un unico valore. La sintesi è utile per rendere più agevoli il confronto e l’analisi dei fenomeni osservati, rimandando ai singoli indicatori per ulteriori approfondimenti.

L’utilizzo e l’analisi congiunta di indicatori sintetici e set di indicatori sono un forte supporto al dibattito pubblico, e per questa ragione nella presente edizione vengono approfonditi anche gli indici compositi utilizzati nel rapporto Bes 2017, per la prima volta relativamente a tutti e dodici i domini. Nella sua continuità il Bes aspira a diventare un punto di riferimento per i cittadini e le cittadine, per la società civile, i media e la politica, al fine di avere un quadro complessivo dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che caratterizzano il nostro Paese.

Dal 2016, agli indicatori e alle analisi sul benessere si affiancano gli indicatori per il monitoraggio degli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Essa definisce 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, i Sustainable Development Goals, SDGs, e  rappresenta un piano ambizioso per eliminare la povertà e proseguire a livello planetario un percorso di sviluppo economico e sociale che assicuri il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente, senza compromettere la possibilità di soddisfare quelli delle generazioni future, promuovendo il benessere delle persone, l’equa distribuzione dei benefici dello sviluppo e la protezione dell’ambiente su scala globale.

A completamento di questo studio si riporta il confronto territoriale tra Italia (sia per il territorio nazionale sia, laddove possibile, per le principali aree geografiche) ed Emilia-Romagna relativamente agli indicatori del primo Rapporto sugli SDGs, prodotto dall’Istat nel 2018, declinati per regione e riferiti a ciascuno dei 17 obiettivi ONU per lo sviluppo sostenibile (con esclusione dell’obiettivo n. 13 per il quale non sono presenti indicatori regionali). E’ possibile consultare il file relativo al link:

benessere/bes_er_ed2018_alleg.xlsx

Arrivano 12 indicatori di benessere nella finanza pubblica per andare ‘oltre il pil’. Italia prima in Ue e nel G7 ad introdurli

Dodici indicatori di benessere equo e sostenibile nel ciclo di finanza pubblica per andare ‘oltre il Pil’. I dodici indicatori, definiti con un decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 15 Novembre 2017, sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dal Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, dal Presidente dell’Istat, Giorgio Alleva e da Federico Giammusso, delegato del ministro alla presidenza del Comitato sugli indicatori.
Il Documento di Economia e Finanza, quindi, oltre agli indicatori macroeconomici che testimoniano l’andamento della crescita economica e dei conti pubblici, come il Pil, l’inflazione, il disavanzo, il debito, conterrà altri indicatori, che misurano il benessere equo e sostenibile e soprattutto l’impatto delle politiche su tali indicatori. In sostanza, un faro sulla qualità delle politiche e sui loro effetti nella vita dei cittadini. Verrà quindi monitorata l’evoluzione, tra gli altri, del reddito medio disponibile pro capite, dell’indice di diseguaglianza del reddito disponibile, delle emissioni di Co2, dell’efficienza della giustizia civile, dell’indice di povertà assoluta e di quello di abusivismo edilizio.
Maggiori informazioni al link 
http://www.mef.gov.it/inevidenza/article_0325.html

La qualità della vita a Bologna dal 1998 a oggi

A poche settimane dalla pubblicazione della classifica annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane, l'Area Programmazione, Controlli e Statistica del Comune di Bologna ha provveduto ad aggiornare lo studio sulla performance ottenuta da Bologna, messa a confronto con le 21 maggiori province italiane, nel ventennio 1998-2017. A tale scopo è stata operata una sintesi riassumendo in un unico indicatore i risultati delle classifiche annuali, consentendo così un più corretto confronto tra ambiti territoriali più simili tra loro per dimensione demografica e non solo.
Sulla base dei piazzamenti riportati tra il 1998 e il 2017 Bologna risulta essere la prima grande provincia italiana nella classifica generale. Negli ultimi 20 anni ha infatti totalizzato 12 primi posti, scendendo due volte al secondo posto, cinque al terzo e una sola volta al quarto.
Lo studio evidenzia inoltre il piazzamento di Bologna in ciascuna delle sei aree tematiche. La nostra provincia è seconda in ben tre aree tematiche: “Ricchezza e consumi”, preceduta da Milano, in “Lavoro e innovazione”, seguendo Vicenza, in “Cultura e tempo libero”, collocandosi dopo Firenze; è terza nell’area tematica “Ambiente e servizi” dopo Varese e Bergamo e nona in “Demografia e società”, area nella quale si piazzano ai primi posti Treviso, Brescia e Roma a pari merito con Verona. In tema di “Giustizia e sicurezza” Bologna è all’ultimo posto, a brevissima distanza da Torino e non lontana da Milano e Roma, mentre sul podio delle prime tre province classificate troviamo Treviso, Vicenza e Lecce.
In questa edizione dello studio vengono presentate anche le classifiche relative ai quattro quinquenni (1998-2002, 2003-2007, 2008-2012, 2013-2017) che consentono di osservare come Bologna, pur ottenendo il primo posto nella classifica generale 1998-2017, abbia avuto periodi nei quali ha ceduto questo primato a Milano, pur rimanendo saldamente ancorata al podio delle prime tre classificate.
L’ormai consolidata indagine annuale del Sole 24 Ore sulla qualità della vita nelle province italiane utilizza numerosi indicatori, peraltro soggetti a variazione di anno in anno, che accomunano l’ambito di indagine del quotidiano economico a quello del progetto nazionale "BES - benessere equo e sostenibile"(www.misuredelbenessere.it/), primo tentativo italiano di sviluppare attraverso una prospettiva multidimensionale un sistema di misurazione del benessere.

BES 2016: il Comune di Bologna diffonde gli ultimi due studi di approfondimento e il volume di sintesi sui 12 report relativi all'Emilia-Romagna

Pubblicati gli ultimi due studi su "Sicurezza" e "Paesaggio e patrimonio culturale" nei quali l'Emilia-Romagna viene messa a confronto temporale con l'Italia rispetto alle dimensioni del Bes (Benessere Equo e Sostenibile). La comparazione avviene sulla base dei principali indicatori utilizzati nella quarta edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2016)”. Il Bes viene redatto a cura dell’Istituto nazionale di statistica (Istat) e offre un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che hanno caratterizzato l'evoluzione del nostro Paese negli anni recenti. A partire dall’edizione 2015 il rapporto Bes propone anche delle misure sintetiche dell’andamento complessivo dei diversi domini. Queste consentono l’aggregazione dei singoli indicatori che compongono un dominio in un unico valore. La sintesi è utile per rendere più agevoli il confronto e l’analisi dei fenomeni osservati, rimandando ai singoli indicatori per ulteriori approfondimenti. L’utilizzo e l’analisi congiunta di indicatori sintetici e set di indicatori sono un forte supporto al dibattito pubblico, e per questa ragione nella presente edizione vengono approfonditi anche gli indici compositi utilizzati nel rapporto Bes 2016 relativamente a sette domini sui dodici. Dopo la pubblicazione delle prime dieci analisi relative a salute, ambiente, lavoro e conciliazione dei tempi di vita, istruzione e formazione, benessere economico, benessere soggettivo, relazioni sociali, qualità dei servizi, ricerca e innovazione e politica e istituzioni gli ulteriori due studi che vengono qui presentati, pur facendo riferimento a domini di outcome, non comprendono gli indicatori compositi per motivi riconducibili a fattori di ordine pratico, come la mancanza di una serie storica o un'insufficiente disaggregazione territoriale rispetto agli altri indicatori considerati.
Viene inoltre contestualmente pubblicata l’intera raccolta dei 12 studi sul Bes 2016, relativi ciascuno a una diversa dimensione, redatti e pubblicati a cura dell'Area Programmazione, Controlli e Statistica. Nella sua continuità il Bes aspira a diventare un punto di riferimento per i cittadini e le cittadine, per la società civile, i media e la politica, al fine di avere un quadro complessivo dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che caratterizzano il nostro Paese.